lunedì 16 giugno 2014

Memorie di una stupida malattia

                                                                                                          Forlì, 20 Maggio 2013
Sospesa nel mio dolore
con le vele spiegate
dai venti
di una profonda tempesta
attendo che torni la quiete
che il cuore ritrovi la sua calma
e il ventre il suo antico respiro.
Sopravviverò a questi giorni
di corpo di tenebra
e ritroverò la mia spensieratezza
tra i libri di scuola
nello sguardo di un bambino
nel sorriso di una nonna
nei versi di una  poesia.
Oh corpo possa tu arrenderti
 all'evidenza
ed essere finalmente casa
anziché veliero.
Possa io con te  ritrovare
 la bussola
che conduce al porto
dell'eterno riposo.
                     
                    CBousquet

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