Cervia, 3 ottobre 2013
Ho visto,
ho visto uomini scuri,
molto scuri,
alti e magri,
vestiti tutti uguali
con una piccola borsa di plastica in mano,
vuota di vestiti e piena di speranze.
Ho visto gruppi di donne cercare
di ricongiungersi ai propri mariti.
In quel porto,
ho saputo di pescherecci pieni
di soli bambini.
Ho visto una colorata imbarcazione,
con una rossa scritta araba,
distrutta e arenata sulla spiaggia
del mio mare estivo.
Ho visto un ragazzo marocchino
vendere variopinti copriletti indiani,
sulla spiaggia di Cervia,
guardava il mondo con occhi estranei,
sperava in noi passanti,
sapendo che così, illegalmente,
sarebbe ancora sopravvissuto,
seppur scappando
da quelli che, alcuni di loro, chiamano:
gli angeli custodi.
Non aveva famiglia,
non vedeva i suoi genitori
da quando era molto piccolo
ed era approdato nella terra
dei sogni.
In spiaggia, tra le onde del mare italiano
ho visto due giovani cantare
e festeggiare l'appartenenza al Pakistan.
Loro non avevano conosciuto la violenza,
non il dolore del distacco,
nè la tragedia del grande viaggio...
erano nati in Italia,
erano felici,
non più in fuga,
cantavano e ballavano il prezzo della libertà.
CBousquet
Nessun commento:
Posta un commento