Se entierran las palabras,
se olvida el deseo.
Quedan grises las flores,
sin la blanca espuma de tu sonrisa,
vacio el espacio del silencio,
sin el temblor de nuestras voces.
Carga la lluvia
de llanto y pena fertil.
Inocencia desvanecida.
CB
Sin da piccola inseguiva aquiloni sulla spiaggia, finchè quegli uccelli di carta divennero parole, e lei, Claudia, le cominciò ad acchiappare, una per una, e a ricucirle su un taccuino. Ancora oggi, compone così fiabe e poesie che, ogni giorno,prendono vita e viaggiano su ali di gabbiani, in attesa di essere scoperte da grandi e piccini...
giovedì 9 novembre 2017
giovedì 26 ottobre 2017
Racconto: Terese
Terese era una ragazza vispa e curiosa. Una parigina amante del bello e del buono.
Accanto a lei era impossibile annoiarsi.
Durante le giornate uggiose, mi lasciavo trascinare volentieri dal suo estro culturale.
Adoravo quando mi portava al museo, cercando di suscitare in me l'amore per l'arte; ed io, che neanche sapevo rispondere ai suoi quesiti, più che di acquerelli, acrilici e tempere, m'innamoravo sempre più del colore dei suoi occhi.
Terese era solita inabissare lo sguardo tra le pennellate dei suoi quadri preferiti, che non si annoiava mai di guardare, mentre mi sommergeva in un caldo silenzio. Poi mi invitava a cercare il quadro che mi piacesse di più, ma perchè vagare per la sala se la mia Monnalisa preferita era lei?
Avrei trascorso pomeriggi interi come quelli, affondando le labbra sulla panna delle torte che mangiavamo nella sua pasticceria preferita.
Seduti al tavolo, non smetteva mai di parlare ed io sorseggiavo ogni sua parola, come fosse un buon vino, lentamente, per imprimere nella mia memoria il sapore di lei.
CBousquet
Accanto a lei era impossibile annoiarsi.
Durante le giornate uggiose, mi lasciavo trascinare volentieri dal suo estro culturale.
Adoravo quando mi portava al museo, cercando di suscitare in me l'amore per l'arte; ed io, che neanche sapevo rispondere ai suoi quesiti, più che di acquerelli, acrilici e tempere, m'innamoravo sempre più del colore dei suoi occhi.
Terese era solita inabissare lo sguardo tra le pennellate dei suoi quadri preferiti, che non si annoiava mai di guardare, mentre mi sommergeva in un caldo silenzio. Poi mi invitava a cercare il quadro che mi piacesse di più, ma perchè vagare per la sala se la mia Monnalisa preferita era lei?
Avrei trascorso pomeriggi interi come quelli, affondando le labbra sulla panna delle torte che mangiavamo nella sua pasticceria preferita.
Seduti al tavolo, non smetteva mai di parlare ed io sorseggiavo ogni sua parola, come fosse un buon vino, lentamente, per imprimere nella mia memoria il sapore di lei.
CBousquet
mercoledì 18 ottobre 2017
Racconto: Silenzio
SILENZIO
Non avrei mai voluto
trovarmi sola in quella stanza.
Chi stavo inseguendo?
Quale immaginifico sogno mi aveva spinta a seguire delle
zebre in una città , o erano giraffe?
Forse pensavo di avere finalmente trovato il coraggio di raggiungere
l’Africa; forse un miraggio di dune e gigli mi aveva catapultata fuori dal mio
comodo salotto …
Ma dove erano finite le zebre?
Dove le giraffe?
Non c’era neanche un granello di sabbia all’orizzonte, né un
baobab, né delle case di fango e paglia.
Il mio comodo salotto era lontano e mi trovavo in quella
grande stanza vuota, dalle pareti verde sbiadito ed il pavimento color mattone.
Qualche finestra ricavata tra le spesse pareti, una luce
tenue, il silenzio ed io.
CBousquet
venerdì 13 ottobre 2017
Racconto: Lenzuolo blu
LENZUOLO BLU
Avevo un lenzuolo del colore del cielo, morbido e avvolgente
come le nuvole.
Mi piaceva arrotolarmici, restarci aggrovigliata sino alle prime ore del mattino.
A quel modo, mi sembrava di potere assumere io stessa la tonalità del mare oltre la finestra.
Non era di seta, ma scivolava sulla mia pelle come yogurt.
Aveva l’odore della salsedine incrostata sugli scogli estivi.
Profumo acre di mare, alghe e sale.
Era il mio piccolo tesoro, l’unico ad accompagnare il mio
sonno ed i miei sogni.
Benchè stessi molto attenta a non sporcarlo, sciacquando con
accuratezza ogni parte del mio corpo prima di tuffarmi sul materasso, dopo qualche settimana, come ogni lenzuolo,
dovetti cambiarlo ed infilarlo in lavatrice.
Un mattino, aprì il suo oblo grigiastro, poggiai
delicatamente il mio bel lenzuolo blu dentro la cesta metallica, per non
rischiare di rovinarlo, badai di non inserire nessun altro indumento colorato, girai
la manopola della temperatura dell’acqua portandola a zero e avviai il
programma per capi rigorosamente delicati: il numero 3.
Dum, dum, dum ….
Dum, dum, dum ….
Dopo un’ora esatta pareva che nella mia lavanderia avesse
preso a suonare un percussionista africano!
Ed invece, no. Quella
mattina la mia lavatrice aveva cominciato a saltare come un grillo!
La cesta girava, rigirava e quel quadrato metallico saltava.
Ahi, la mia lavatrice...un vero pezzo di antiquariato!
Ahi, la mia lavatrice...un vero pezzo di antiquariato!
Un paio di ore dopo, la giostra finalmente cessò e la
maledetta macchina smise di funzionare.
Immediatamente, estrassi il mio telo preferito da quella
impazzita ruota panoramica, era ridotto a brandelli.
Sembrava che un cane indispettito l’avesse preso a morsi,
riducendolo a poche pezze.
Avrei pianto, come solo i bambini sanno singhiozzare, ed invece, presi ciò che rimaneva di quel
cielo di cotone, lo annodai, lo intrecciai e, dopo averlo fissato all’armadio
più pesante, lentamente lo calai dal balcone.
Quindi, mi presi di coraggio e anche io scivolai giù, aggrappata a lui, per raggiungere il mio amato mare blu.
CBousquet
sabato 7 ottobre 2017
Nostalgia di te
Baci, baci, baci.
Baci azzurri sulle palpebre socchiuse
e sulle fitte sopracciglia.
Baci rosa sulle guance
e su ogni soffice angolo di labbro.
Un tuffo sul mento,
sul salato collo
e sulla tua conca di petto.
Baci viola
sulle fessure tra le spalle,
negli incavi delle ascelle,
sui dorsi delle mani
e tra le tue lunghe dita.
Lenti bianchi baci
sui fianchi,
sul bacino,
sulle cosce
e sulle ginocchia.
Baci rossi
sulle caviglie
e su ogni dito del piede.
Baci lilla
sui polpacci.
Baci fuxia
sulle rotondità.
Piccole pennellate di rose
sulla schiena,
gigli sulla nuca e sui lobi.
Garofani e gelsomini
sul cuore.
Dove nasconderò
tutti questi preziosi baci?
Datemi un tesoriere,
che una nave pirata se li rubi
e se li porti via per sempre,
che sommerga altrove
il peso del mio desiderio,
che il mare lo divori,
insieme alla nostalgia di te.
CB
Baci azzurri sulle palpebre socchiuse
e sulle fitte sopracciglia.
Baci rosa sulle guance
e su ogni soffice angolo di labbro.
Un tuffo sul mento,
sul salato collo
e sulla tua conca di petto.
Baci viola
sulle fessure tra le spalle,
negli incavi delle ascelle,
sui dorsi delle mani
e tra le tue lunghe dita.
Lenti bianchi baci
sui fianchi,
sul bacino,
sulle cosce
e sulle ginocchia.
Baci rossi
sulle caviglie
e su ogni dito del piede.
Baci lilla
sui polpacci.
Baci fuxia
sulle rotondità.
Piccole pennellate di rose
sulla schiena,
gigli sulla nuca e sui lobi.
Garofani e gelsomini
sul cuore.
Dove nasconderò
tutti questi preziosi baci?
Datemi un tesoriere,
che una nave pirata se li rubi
e se li porti via per sempre,
che sommerga altrove
il peso del mio desiderio,
che il mare lo divori,
insieme alla nostalgia di te.
CB
Monologo impertinente
"No ma...
uno spazzolino da denti
è solo un accessorio,
parte del mobilio di una casa da visitare.
Il letto?
Niente più di una stazione del treno.
Un abbraccio:
un nuovo cappotto
per tenersi un poco al caldo
Lo sguardo:
un rifugio per matti.
Le telefonate e gli appuntamenti:
una fuga dal lavoro,
dalla monotonia e dallo scontento.
Una poesia, un fiore rubato
ed un bacio vero e profumato:
racconti per bambini
o memorie d'infanzia...
Un ti voglio bene:
un sibilo in più di uno strano vento.
Il vuoto:
un secchio da riempire.
Il pieno:
una torta di cui strafogarsi.
Questo siamo noi,
oggi,
uomini e donne
senza tempo."
CB
uno spazzolino da denti
è solo un accessorio,
parte del mobilio di una casa da visitare.
Il letto?
Niente più di una stazione del treno.
Un abbraccio:
un nuovo cappotto
per tenersi un poco al caldo
Lo sguardo:
un rifugio per matti.
Le telefonate e gli appuntamenti:
una fuga dal lavoro,
dalla monotonia e dallo scontento.
Una poesia, un fiore rubato
ed un bacio vero e profumato:
racconti per bambini
o memorie d'infanzia...
Un ti voglio bene:
un sibilo in più di uno strano vento.
Il vuoto:
un secchio da riempire.
Il pieno:
una torta di cui strafogarsi.
Questo siamo noi,
oggi,
uomini e donne
senza tempo."
CB
Luna nera
Luna nera,
luna d'argento,
luna di ghiaccio,
luna di cristallo,
luna di diamanti.
Luna, luna
perchè non mi rivesti
del tuo velo dorato?
Perchè non mi culli nel tuo cielo,
per una notte
perchè la morte passi in fretta
e cessino le onde di pensieri
insieme all'aurora del mattino?
Una notte sola,
niente più
non vorrei che la notte
durasse più a lungo
di un abbaglio."
CB
luna d'argento,
luna di ghiaccio,
luna di cristallo,
luna di diamanti.
Luna, luna
perchè non mi rivesti
del tuo velo dorato?
Perchè non mi culli nel tuo cielo,
per una notte
perchè la morte passi in fretta
e cessino le onde di pensieri
insieme all'aurora del mattino?
Una notte sola,
niente più
non vorrei che la notte
durasse più a lungo
di un abbaglio."
CB
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